Regione Veneto

Cenni storici

Ultima modifica 11 luglio 2016

Le prime tracce della frequentazione umana nel territorio di Cavaion si hanno a partire dal Paleolitico Medio con dei resti di manufatti litici del periodo musteriano rinvenuti sul Monte San Michele (da 45.000 a 35.000 anni a.C.). Ma il primo insediamento, di capanne e di qualche palafitta, risalente all’età del Bronzo e di cui restano tracce e notevoli reperti archeologici conservati oggi presso il Museo Archeologico in Municipio, è quello nei pressi dello stagno di Ca’ Nova, ai piedi dell’attuale paese.

Vi abitavano uomini dediti alla caccia, all’allevamento, a una modesta forma di agricoltura e ad alcune forme di scambio e di commercio con i villaggi palafitticoli del Garda e del suo entroterra. Questo insediamento venne abbandonato forse ancor prima dell’età del ferro (1000 - 200 a.C.), mentre castellieri retici, insediamenti recintati da muri a secco costituiti da capanne con muri in terra o sassi a secco, sorgevano sulle sommità delle colline boscose della zona.

Nel VII sec. a.C. vi furono probabilmente dei contatti con gli Etruschi, mentre nel IV sec. a.C. questi villaggi furono assoggettati da popolazioni celtiche (galli Boi e Cenomani). L’occupazione romana, completata intorno al I sec. a.C., portò notevoli cambiamenti al tessuto etnico e territoriale di Cavaion. Gli insediamenti romani dapprima si localizzarono sopra i castellieri retici, in posizioni strategiche facilmente difendibili, poi vennero costruite anche ville-fattorie che, attraverso lo sviluppo dell’agricoltura, mutarono radicalmente il paesaggio della zona. Con la caduta dell’Impero Romano, nel 476 d.C., terminò un periodo di pace e benessere, già compromesso negli ultimi tempi da invasioni e scorrerie dei barbari; intorno al 493 d.C. si insediarono gli Ostrogoti che eressero presidi militari usufruendo dei precedenti insediamenti romani, mentre nel 568 vi fu l’invasione dei longobardi che coincise con una certa riorganizzazione amministrativa del territorio gardesano e il completamento della cristianizzazione dell’entroterra lacustre iniziato da San Zeno nel IV secolo.

Nel 774 d.C. iniziò la dominazione franca di Carlo Magno; le condizioni complessive di vita della popolazione migliorarono, anche se si assistette alla comparsa di grossi latifondi feudali a scapito delle piccole proprietà; nacque il commercio e si sviluppò l’artigianato. Nell’899, sotto il regno di Berengario I vengono potenziate le difese e costruita la Torre (oggi annessa a villa Trabucchi) per difendersi dalle scorrerie degli Ungheri (899-924).

Il nome del borgo di Cavaion appare per la prima volta su documenti datati 1130 come ‘Caput leonis’ e come ‘Capalionis’ con il significato di ‘testa di leone’, forse ad indicare una località fortificata, posta in alto com’era appunto la Bastia longobarda. Nei secoli successivi Cavaion passò sotto la Signoria degli Scaligeri (1277) per oltre un secolo, poi per quasi quattro secoli, a partire dal 1405, sotto il dominio della Repubblica di Venezia; diminuì la pratica della pastorizia e aumentarono le coltivazioni di viti e olivi. Da ricordare la peste del 1630 che decimò il 49% della popolazione (268 abitanti su 545). Nel XVIII secolo il territorio di Cavaion fu interessato da ruberie e danni durante il passaggio di truppe spagnole, tedesche e francesi.

Con la fine della Serenissima nel 1797 Cavaion fece parte della provincia di Verona, soggetta all’Austria, fino al 1801 quando fu inglobato nella Repubblica Cisalpina e nel 1814 tutto il territorio finì sotto il dominio austriaco. Nel 1818 Cavaion tornò ad essere singolo Comune fino all’annessione all’Italia del 1866. Durante il Risorgimento, nella Prima Guerra d’Indipendenza, Cavaion fu interessato da alcune battaglie e passaggi di truppe austriache e piemontesi.